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Scrivo da uno dei tanti paesi del Veneto, l’ex locomotiva del Nord Est tanto per capirci. Ho deciso di tenere questo diario, un po’ perchè dobbiamo restare a casa(e fortunatamente io lo posso fare) e un po’ perché voglio descrivere agli altri e a me stesso i piccoli/grandi problemi che dobbiamo affrontare ogni giorno, a partire da quando questa cosa ci è cascata addosso, nuova e imprevedibile. Un quaderno quotidiano su quello che vedo, nel pratico di tutti i giorni.

GIORNO 1 e precedenti

Da quando siamo chiusi in casa, per esempio, ho potuto verificare con soddisfazione che la scuola a distanza può funzionare. Gli insegnanti continuano a mantenere i contatti con i nostri ragazzi con gli strumenti che hanno a disposizione, ancora pochi, ma importanti. Ho anche provato ad utilizzare la spesa a distanza, ma di fronte ad un impatto così duro i servizi sembrano non reggere, piattaforme che funzionano male e/o tempi di consegna o ritiro troppo lunghi. Un passaggio a parte lo voglio dedicare alle mascherine protettive. Le istituzioni ci informano che ne sono arrivate a milioni e che altrettante sono in arrivo, anche perché donate dagli amici cinesi. Quelli che non mi sono chiari sono i canali distributivi, visto che la farmacia vicino a casa espone da settimane un laconico MASCHERINE ESAURITE. Insomma un po’ di chiarezza istituzionale sarebbe cosa gradita.

Infine un plauso a Just Eat che ieri sera ci ha consegnato una pizza in modalità Contactless: il rider, rigorosamente dotato di mascherina, ha lasciato le pizze giusto fuori dal cancello dopo aver suonato il campanello. L’ho ringraziato a distanza mentre se ne stava andando, mi ha risposto, piccoli segnali di umanità disorientata.A domani.

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